Ungheria, Viktor Orban sempre più forte

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Si terranno in primavera le prossime elezioni che sanciranno la nuova composizione del Parlamento di Ungheria.

Viktor Orban non dovrebbe avere nessuna difficoltà a confermarsi alla guida della nazione. Il suo partito, la Fidesz, viaggia nei sondaggi delle ultime settimane fra il 45% e il 54%, con un ampio vantaggio nei confronti di tutte le altre compagini politiche. La Fidesz, che all’inizio del 2016 viaggiava sotto al 40%, dietro, secondo certi sondaggi, ad un’ipotetica coalizione di centrosinistra sul modello di quella delle ultime elezioni nazionali, ha ripreso slancio grazie all’imponente campagna referendaria dell’ottobre dello scorso anno, sulla carta una sconfitta per il governo Orban, in realtà l’occasione per una immensa campagna pubblicitaria a spese del contribuente.

Lo Jobbik è ancora la seconda forza politica del Paese ma la scelta di Gabor Vona, di dare un’immagine più moderata al partito di estrema destra, per ora non sta dando i suoi frutti, lo Jobbik infatti viaggia fra il 16% e il 19%, mentre l’estate dello scorso anno veniva dato sopra al 25%, a meno di 10 punti dal partito di Orban.

Continua il periodo nero per l’MSZP, il Partito Socialista d’Ungheria, che viene dato fra l’11% e il 15%. I socialisti continuano a vivere il periodo nero di consenso che li accompagna dall’inizio dell’avventura di governo di Ferenc Gyurcsány, che ha spaccato il partito e l’elettorato socialista ungherese.

Viaggiano fra il 5% e il 7% le altre due principali compagini di centrosinistra, la Coalizione Democratica, guidata proprio dall’ex primo ministro Gyurcsány, e l’LMP, che siede fra i banchi dei verdi al Parlamento europeo. Un’eventuale alleanza fra le tre principali compagini del centrosinistra dovrebbe riuscire ad accaparrarsi più voti dello Jobbik, ma non riuscirebbe a impensierire il partito di Orban.

Il ruolo di sesta formazione politica d’Ungheria dovrebbero giocarselo il MKKP e il MM. I due partiti possono vantare entrambi ottimi risultati negli scorsi mesi, che però sembrano non riprodursi in un ampio consenso elettorale. Il MKKP, il Partito del cane a due code, è un partito goliardico attivo in Ungheria da oltre dieci anni. Al referendum antimigranti dello scorso anno è riuscito a fare un’ampia campagna dal basso e autofinanziata, unica contrapposizione alla faraonica campagna referendaria ordinata dal governo, per invitare i cittadini ungheresi a recarsi alle urne e votare scheda nulla, il tutto in una salsa molto ironica, com’è tradizione per la compagine politica, con slogan come “Sapete che più di un milione di cittadini ungheresi vogliono emigrare in Europa?” o “Grazie Bruxelles, abbiamo ancora bisogno dei tuoi soldi”. Alla fine il 6% di coloro che si sono recati alle urne hanno annullato la scheda, incrementando il peso del MKKP nello scenario politico nazionale.

Il MM è invece la formazione politica nata dal comitato anti-olimpico che ha obbligato il governo a ritirare la propria candidatura per ospitare le Olimpiadi in terra magiara nel 2024. Il MM è riuscito a raccogliere le firme necessarie per indire un referendum per ritirare la candidatura di Budapest, ed il governo guidato da Orban è stato costretto a ritirare la candidatura della capitale per evitare una figuraccia alle urne.

Gli europeisti del MM vengono dati ora fra il 2% e il 3%, mentre il MKKP viaggia sotto al 2% nei sondaggi delle ultime settimane. Sotto l’1% invece, le varie compagini liberali ancora attive sul territorio magiaro.

Mancano solo cinque mesi alle prossime elezioni in Ungheria, mentre il regno di Orban nella nazione magiara sembra non intravedere fine. Le opposizioni sembrano destinate a rimanere tali a lungo, mentre, se i sondaggi fossero confermati, la Fidesz non avrà difficoltà ad ottenere, anche questa volta, la maggioranza dei seggi del Parlamento di Budapest.