Belgio, nelle Fiandre è tornata l’estrema destra indipendentista

In Belgio la politica sta vivendo una grande fase di cambiamenti.

Come abbiamo visto un paio di settimane fa, in Vallonia, l’estrema sinistra si sta ritagliando un grandissimo spazio (Belgio, l’estrema sinistra sempre più forte). Ma se il Partito dei Lavoratori del Belgio cresce in Vallonia ma arranca nelle Fiandre, a recuperare consensi nei territori fiamminghi è sicuramente il Vlaams Belang.

La storica forza politica dell’estrema destra fiamminga, nata come Vlaams Blok alla fine degli anni 70, storico alleato del francese Front National e da qualche anno anche dell’italiana Lega Nord, negli ultimi anni ha pagato soprattutto il successo dell’NVA, partito separatista che segue una linea più moderata e che da subito ha aperto al dialogo con le altre forze politiche del Belgio, fino ad entrare nella coalizione di governo alla guida del paese dal 2014.

Nel 2014, alle ultime elezioni federali, l’NVA supera il 32% nelle Fiandre e diventa il maggiore partito del Belgio, mentre l’estrema destra scende sotto il 6%, numeri che il Vlaams Belang non vedeva dagli anni 80. Sembra la prova che la via per gli interessi dei fiamminghi debba essere quella del dialogo e della collaborazione con le altre forze politiche del Belgio. Il NVA detiene 33 dei 150 seggi del Parlamento belga e prende parte alla coalizione di governo guidata dal vallone Charles Michel, che comprende anche i fiamminghi di Open VLD e CDeV, rispettivamente rappresentanti del centrodestra liberale e cristiandemocratico delle Fiandre. All’NVA va la guida dei ministeri dell’interno, della difesa e delle finanze.

Ma qualcosa è andato storto nei piani del centrodestra fiammingo. Gli indipendetisti del centrodestra hanno perso una grossa fetta del proprio consenso, e viaggiano ora attorno al 26%, oltre 6 punti in meno rispetto alle ultime elezioni federali del 2014, mentre i liberali vengono dati attorno al 13% e i cristiandemocratici fra il 16% e il 17%. In tutto il centrodestra fiammingo ha perso oltre 10 punti percentuali. A giovare del calo di consensi delle forze di governo fiamminghe, vi è soprattutto l’estrema destra del Vlaams Belang. Molti sostenitori dell’NVA, insoddisfatti dell’operato del centrodestra, sono tornati a credere allo storico alleato del Front National, il Vlaams Belang infatti viaggia ora sopra il 12%.

Guadagnano consensi anche i Verdi, gli ecologisti sono dati fra il 10% e il 13%, sempre più vicini ai socialisti, principale partito del centrosinistra fiammingo che viaggia fra il 13% e il 15%. L’estrema sinistra viaggia invece attorno al 4%, mentre nella regione francofona è data al 18%, dove anche i socialisti possono contare su molto più consenso e vengono dati sopra al 25%.

Per quanto l’NVA resti il primo partito delle Fiandre, è indubbio che molti elettori non hanno gradito il passaggio del partito dall’opposizione al governo, e soprattutto il sostegno ad un primo ministro vallone. La scelta di molti sostenitori dell’NVA di abbandonare il partito per tornare a sostenere il Vlaams Belang farà riflettere sicuramente la dirigenza dell’NVA e determinerà le scelte future del partito.

Il ritorno del Vlaams Belang, se difficilmente cambierà gli equilibri a livello nazionale, sicuramente influenzerà molto la politica a livello regionale, dove il centrodestra governa oggi controllando circa il 70% dei seggi del Parlamento fiammingo, ma in caso di affermazione dell’estrema destra, potrebbe ritrovarsi costretto a dividersi ed a cercare nuovamente accordi con le forze del centrosinistra.

In Belgio si tornerà al voto nel 2019, sia a livello nazionale che a livello regionale. La crescita dell’estrema destra nelle Fiandre e dell’estrema sinistra in Vallonia, modificherà ampiamente gli equilibri politici del Paese, ma la data delle prossime elezioni è ancora lontana, e le attuali forze di governo potrebbero rafforzarsi o perdere ancora più consenso.