Movimento 5 stelle, salta l’accordo con i liberaldemocratici, ma chi sono gli italiani membri dell’ALDE?

L’accordo fra il Movimento 5 stelle e l’ALDE, l’alleanza liberaldemocratica europea, terra di mezzo fra il Partito Popolare ed il Partito Socialista, è saltato quando sembrava cosa fatta.

Il Movimento 5 stelle è stato a lungo alleato dello UKIP e di altri partiti della destra europea nel gruppo EFDD. Nigel Farage è diventato presto un beniamino della base grillina e molti hanno festeggiato la vittoria del Sì al referendum che ha portato alla Brexit.

Ma proprio l’avvento della Brexit è la ragione per cui, le strade del Movimento 5 stelle e dello Ukip sono destinate a dividersi.

Nigel Farage ha trovato in Beppe Grillo e il suo movimento un ottimo alleato. Da sempre determinato a prendere le distanze dal Front National francese, Farage è sempre stato abituato a trattare con piccoli partiti di nazioni con pochi milioni di abitanti. L’opportunità di un’alleanza con un partito che alle scorse elezioni europee ha preso il 20% in uno dei più grandi stati d’Europa, era cosa troppo ghiotta per il leader del partito indipendentista britannico.

Ma con la Brexit tutto cambia. Lo UKIP e il Partito Conservatore inglese hanno fondato alleanze di cui sono stati per lungo tempo il principale membro, circondandosi prevalentemente di piccoli partiti e di europarlamentari in rotta con i partiti in cui sono stati eletti. Ma se i il gruppo dei Conservatori e riformisti può contare sulla destra polacca che governa la nazione e su altre forze di governo in coalizioni di centrodestra, come i Veri Finlandesi, altrettanto non si può dire dell’EFDD. Non bisogna scordare poi, che molti partiti della destra europea abbandonarono il gruppo dopo l’accordo fra Grillo e Farage, per il timore di uno spostamento a sinistra dell’alleanza.

Beppe Grillo si è così premunito, e dopo aver dichiarato per l’ennesima volta che i Verdi gli hanno chiuso le porte in faccia, come nel 2014, ha tentato un accordo con l’ALDE, di certo guidato da esponenti con uno stile molto differente da quello del comico genovese, oltre che distantissimo su temi quali l’economia, le relazioni internazionali e l’Unione Europea.

Comunque il leader del Movimento 5 stelle ha scelto la sua strada, e dai risultati riportati dal suo blog è riuscito a convincere anche la sua base, fino a 24 ore fa accanita sostenitrice di Nigel Farage e ora, tutt’a un tratto, sostenitrice delle politiche liberiste che caratterizzano una grossa fetta dei partiti membri dell’ALDE. Le parole dure di molti parlamentari ed europarlamentari riguardanti gli accordi e la possibilità dell’entrata nel gruppo guidato da Guy Verhofstadt, più volte criticato dalla base, non sono bastati per fermare l’intenzione di Grillo di far entrare il Movimento 5 stelle nell’alleanza liberaldemocratica.

Ma quando sembrava fatta, ecco arrivare la doccia fredda dell’ALDE, che dichiara che non vi sono le condizioni per l’accordo. E il piano di Beppe Grillo per non finire isolato nel Parlamento Europeo e perdere i fondi destinati ai gruppi europarlamentari, sfuma.

In una nota del blog, Grillo parla di establishment contro il Movimento 5 stelle e dell’aver fatto tremare il sistema come mai prima, anche se l’idea di entrare nell’ALDE non pare proprio così rivoluzionaria e anti-establishment. Nella stessa nota Grillo parla della nascita del DDM, un’alleanza per la democrazia diretta.

Ma quali sarebbero stati gli alleati italiani del Movimento 5 stelle se l’ALDE non avesse fatto saltare l’accordo all’ultimo?

Alle elezioni europee del 2014 si sono candidati come lista unitaria dell’ALDE, con il nome di Scelta Europea, il Centro Democratico di Bruno Tabacci, Fare per fermare il declino di Oscar Giannino e la montiana Scelta Civica. Certo un’alleanza in Europa fra Mario Monti e gli europarlamentari grillini avrebbe fatto la fortuna di comici e umoristi.

I principali partiti italiani membri dell’ALDE però sono stati i Radicali, l’Italia dei Valori e la Margherita, prima della nascita del Partito Democratico.

Fra i principali europarlamentari italiani passati fra le file dell’ALDE vi sono i radicali Marco Pannella, Emma Bonino e Marco Cappato, Sonia Alfano, Antonio Di Pietro, Pietro Paolo Mennea, l’ex viceministro Lapo Pistelli, l’ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, gli ex sindaci di Venezia Massimo Cacciari e Paolo Costa, l’ex sindaco di Milano Marco Formentini, gli ex ministri Patrizia Toia e Carlo Martelli, e il fratello dell’ex primo ministro Romano Prodi, Vittorio.

Ma il gruppo liberaldemocratico è stato anche il sostenitore di Romano Prodi alla Presidenza della Commissione Europea.

La parabola dell’ALDE non è riuscita a partire da Romano Prodi, passare per Mario Monti e ad arrivare fino a Beppe Grillo. Il Movimento 5 stelle non siederà fra i banchi del gruppo liberaldemocratico e non pochi, nella base grillina, festeggeranno lo scampato pericolo.