Olanda, la destra di Geert Wilders pronta a vincere le elezioni

I cittadini dei Paesi Bassi si recheranno alle urne il prossimo 15 marzo per eleggere i propri nuovi rappresentanti al Parlamento d’Olanda.

Geert Wilders, leader del partito nazionalista PVV, è finito negli ultimi giorni su tutte le prime pagine dei giornali per il fotomontaggio condiviso subito dopo l’attacco di Berlino, che ritrae la Cancelliera tedesca Angela Merkel con le mani sporche di sangue. L’indignazione internazionale per l’accaduto non ha però fatto scendere il consenso di Wilders.

Il leader della destra olandese, facilmente riconoscibile per la singolare capigliatura bionda, è dato in ampio vantaggio da tutti gli ultimi sondaggi. Il PVV viaggia fra il 20% e il 23% dei consensi, e dovrebbe riuscire ad appropriarsi di 30-35 seggi nella nuova Tweede Kamer, la camera bassa olandese. Nel 2010 il partito era riuscito ad ottenerne 24 ed il suo ruolo è risultato fondamentale per il governo formato dai liberalconservatori del VVD e dai cristiandemocratici del CDA, che senza l’appoggio esterno del partito di Wilders non sarebbero riusciti a governare.

Ma per Wilders sarà quasi impossibile dar vita ad un governo. Se i sondaggi fossero confermati, il partito conterebbe su circa il 25% dei 150 seggi della camera bassa olandese, e risulterebbe essere la prima forza politica d’Olanda. È improbabile che le forze del centrodestra sostengano un governo capeggiato da Wilders, che negli ultimi anni ha mostrato sempre di più la distanza fra la sua e le altre formazioni politiche del Paese. Molto difficile anche che gli altri partiti cerchino un’alleanza con il PVV che potrebbe rivendicare un ruolo di primaria importanza, dato il proprio consenso e i propri numeri in Parlamento.

Molto probabile che a capo della nuova possibile coalizione di governo ci sia un rappresentante del VVD, se non lo stesso Mark Rutte, che dal 2010 è primo ministro d’Olanda, sostenuto dal CDA e dal PVV, fino al 2012, e dai socialdemocratici del PvdA poi. Il VVD, uno dei principali membri dell’ALDE, dovrebbe riuscire ad ottenere circa 25 seggi nel nuovo Parlamento olandese, con un consenso fra il 15% e il 18%. Il partito, vincitore delle ultime due elezioni legislative, e per decenni terza forza politica dei Paesi Bassi dietro a laburisti e cristiandemocratici, dovrebbe restare al centro della scena politica d’Olanda anche nella prossima legislatura.

In forte crisi invece l’altra forza di governo, i laburisti del PvdA. Gli ultimi sondaggi dicono che il principale partito del centrosinistra olandese dovrebbe ottenere circa 10 seggi nel nuovo Parlamento, e viene dato fra il 5% e l’8%. Percentuali mai viste dal PvdA, che non ha mai ottenuto, ad oggi, meno del 15% alle elezioni legislative, ma che già alle ultime elezioni europee è sceso sotto al 10%, risultando la sesta forza politica dei Paesi Bassi.

I cristiandemocratici potrebbero diventare la terza forza politica del Paese. Nel 2012, il CDA, ha visto una forte crisi di consensi, ed ha raccolto solo l’8,5%, dopo che per decenni era stata la prima forza politica d’Olanda. Ma il cambio di rotta del partito membro del PPE, è iniziato da tempo, e già alle ultime elezioni europee il partito ha raccolto il 15% dei consensi. Gli ultimi sondaggi danno il partito di centro sopra al 10% ed in grado di accaparrarsi circa 15 dei 150 seggi della camera bassa olandese alle prossime elezioni.

Ma il ruolo di terza forza politica del Paese per il CDA non è scontato. Il partito liberale di centrosinistra D66, dopo esser stato il partito più votato alle elezioni europee del 2014, dovrebbero ottenere fra i 14 e i 16 seggi nel nuovo Parlamento olandese. Numeri che il partito non vede dagli anni 90. Gli ultimi sondaggi danno il partito attorno al 10%, ma nella primavera dello scorso anno il partito viaggiava fra il 17% e il 19% e veniva considerata la prima forza politica del Paese.

Il Partito Socialista, membro del GUE, potrebbe ottenere un risultato in linea con quelli delle ultime due elezioni, dove ha solo sfiorato il 10%. Gli ultimi sondaggi dicono che anche questa volta il PS dovrebbe ottenere circa le stesse percentuali, ed ottenere fra i 12 e i 16 seggi alla camera bassa del Parlamento.

In lizza per diventare la terza forza politica d’Olanda vi sono anche i Verdi. Anche il partito ecologista, dopo il pessimo 2% del 2012, viaggia attorno al 10% e dovrebbe ottenere fra gli 11 e i 14 seggi nel nuovo Parlamento olandese. Per la compagine ecologista si tratterebbe di un ottimo risultato, dato che non è mai riuscita a raccogliere più del 7,3% alle elezioni parlamentari nazionali.

Potrebbe festeggiare anche il partito pro-pensionati 50Plus. Dopo aver sfiorato il 2% alle elezioni del 2012, ed esser rimasto fuori dal Parlamento europeo due anni più tardi, gli ultimi sondaggi lo indicano sopra al 5% ed in grado di eleggere una decina di propri rappresentanti alle prossime elezioni politiche.

Dovrebbero riuscire ad ottenere una propria rappresentanza parlamentare nella prossima legislatura, nei numeri in linea con quella attuale, anche la CU, partito conservatore riferimento per gli evangelici dei Paesi Bassi, l’SGP, partito dei calvinisti olandesi, e il PvdD, partito animalista d’Olanda.

Rischia di entrare nel prossimo Parlamento olandese anche il DENK, neonata forza pro-immigrati creata da parlamentari fuoriusciti dal Partito Laburista.

Le probabilità che il prossimo governo d’Olanda, sia un governo di grande coalizione, sono tantissime. Gli ultimi sondaggi indicano infatti che è molto probabile che il prossimo governo olandese sia composto da almeno 5 forze politiche, elemento nuovo nella politica dei Paesi Bassi, e che quasi sicuramente anche il prossimo primo ministro sarà un membro del VVD.

Ma mancano circa 80 giorni alle prossime elezioni olandesi e la popolarità di Geert Wilders non sembra arrestarsi. E se dopo la Brexit, la vittoria di Trump, l’Olanda fornisse la prossima nuova sorpresa politica ed un nuovo trionfo per la destra? Non resta che attendere marzo per scoprire chi verrà premiato dal voto del popolo olandese.