Elezioni parlamentari in Slovacchia, centrosinistra pronto a vincere e a confermarsi prima forza politica del Paese

In Slovacchia, il prossimo 5 marzo, i cittadini si recheranno alle urne per eleggere i membri del nuovo Parlamento nazionale.
I socialdemocratici dello SMER rimangono saldamente in testa secondo tutti i sondaggi. I membri del Partito Socialista Europeo, guidati da Robert Fico, attuale primo ministro, vengono dati dai sondaggi fra il 36% e il 42%, in calo rispetto alle ultime elezioni, dove raccolsero oltre il 44%, ma con oltre 20 punti di vantaggio su tutte le altre forze politiche. Il partito di Robert Fico governa il paese dal 2012 ma nel 2014 ha visto la sconfitta del proprio leader alle elezioni presidenziali, battuto al secondo turno dal candidato indipendente, Andrej Kiska. I sondaggi però non assicurano alla forza politica di centrosinistra la maggioranza assoluta nel nuovo Consiglio Nazionale della Slovacchia, i vari sondaggi danno infatti ai socialdemocratici fra i 70 e gli 80 seggi nel nuovo Parlamento, mentre quelli necessari per ottenere la maggioranza assoluta sono 76. Ad influire sulla possibilità o meno di vedere un governo monocolore anche nella prossima legislatura sarà sicuramente il numero di forze politiche che riuscirà a superare la soglia di sbarramento del 5%.
Verso il ruolo di seconda forza politica del paese ci sono i centristi del SIET di Radoslav Procházka, che ha raccolto oltre il 21% alle elezioni presidenziali del 2014. La nuova forza politica viene data fra il 10% e il 15% ed in grado di eleggere fra i 18 e i 30 propri rappresentanti nel nuovo Parlamento slovacco.
I cristiandemocratici del KDH vengono dati fra il 7% e l’8%. Se i sondaggi saranno confermati si tratterà del peggior risultato di sempre per i membri del PPE che dovrebbero riuscire ad ottenere circa 13 seggi nel nuovo Parlamento della Slovacchia. I conservatori di OL dovrebbero perdere circa 2 punti rispetto alle scorse elezioni del 2012 e attestarsi fra il 5% e il 6,5%, in grado di raccogliere al massimo 11 seggi nel nuovo Parlamento. Il MOST, partito conservatore della minoranza ungherese, dato fra il 6,5% e il 7%, dovrebbe confermare i risultati del 2012 dove raccolse il 6,9% e si aggiudicò 13 seggi del Consiglio Nazionale della Slovacchia.
L’estrema destra slovacca del SNS quasi sicuramente riuscirà a tornare nel Parlamento della Slovacchia, dopo il pessimo risultato del 2014, e potrebbe tornare ad essere il terzo partito del Paese, come accadde nel 1990 e nel 2006, quando i nazionalisti superarano il 10%. SNS che secondo i sondaggi dovrebbe ottenere fra il 6% e l’8% dei consensi e aggiudicarsi fra i 13 e i 18 seggi nel nuovo Consiglio Nazionale slovacco.
Rischiano di restare fuori dal nuovo Parlamento slovacco, gli autonomisti ungheresi dell’SMK, dati sotto la soglia di sbarramento, fra il 4% e il 4,5%, in linea con le ultime due elezioni. Più chance invece per i liberali del Sas dati fra il 4% e il 5,5%, liberali che, se i sondaggi verranno confermati, vedranno comunque scendere il proprio consenso.
Continua invece la crisi dei liberalconservatori dell’SDKU. Il partito dell’ex primo ministro Iveta Radičová, che fino al 2010 era la seconda forza politica del Paese, dovrebbe attestarsi fra il 2% e il 3,5%, ed uscire per la prima volta dal Parlamento della Slovacchia.
Per sapere se i socialdemocratici otterranno la maggioranza assoluta nel prossimo Consiglio Nazionale della Slovacchia, e per conoscere il ruolo dei centristi e dei nazionalisti nei futuri equilibri politici bisognerà però attendere la prima domenica di marzo.

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