Elezioni in Spagna, scendono popolari e socialisti, crescono Podemos e Ciudadanos

Mancano poco più di due settimane alle prossime elezioni spagnole del 20 dicembre, elezioni nelle quali i cittadini iberici eleggeranno il nuovo Parlamento della Spagna. In una nazione abituata a governi monocolori, l’unica certezza che emerge dai sondaggi è che le possibilità che il prossimo governo sia espressione di un solo partito sono bassissime.
Il Partito Popolare dell’attuale primo ministro, Mariano Rajoy, continua a perdere consensi. La maggior parte degli ultimi sondaggi danno il partito fra il 27% e il 29%, mentre due sondaggi commissionati da El Periodico e da El Pais danno il partito addirittura sotto il 24%. Se i sondaggi verranno confermati sarà il peggior risultato di sempre per il partito conservatore spagnolo. I popolari sembrano destinati a perdere almeno 15 punti dalle ultime elezioni del 2011 dove raccolsero oltre il 44% e si aggiudicarono 185 dei 350 seggi del Congresso spagnolo, ciò nonostante il partito di Rajoy dovrebbe rimanere saldamente la prima forza politica della Spagna ma potrebbe puntare a conquistare al massimo 130 seggi al Congresso, 46 in meno di quelli necessari per avere la maggioranza assoluta nella camera spagnola. Ottenere meno del 30% dei consensi porterebbe il partito a registrare il peggior risultato elettorale dagli anni 90.
Anche i socialisti continuano a scendere nei sondaggi e dovrebbero attestarsi fra il 20% e il 23%. Il PSOE, che già nel 2011 aveva registrato il peggior risultato di sempre, fermandosi al 28,8%, è pronto a registrare un nuovo record negativo. Il partito, che candida alla guida della Spagna il proprio segretario, Pedro Sanchez, dovrebbe riuscire ad eleggere fra gli 80 e i 95 propri rappresentanti al Congresso spagnolo.
Continua invece l’ascesa di Ciudadanos. Il partito di Albert Rivera viene dato negli ultimi sondaggi fra il 20% e il 22% e rischia di rubare al PSOE il ruolo di secondo partito della Spagna. Ciudadanos all’inizio dell’anno era dato a meno del 5%, mentre ora dovrebbe essere in grado di eleggere fra i 60 e gli 80 deputati al Congresso.
Podemos, dopo esser salita fino al 30% fra il novembre 2014 e il febbraio 2015, per poi scendere sotto il 13% lo scorso ottobre, ha ripreso a crescere e adesso si attesta fra il 15% e il 16%. Podemos, che è stata in testa ai sondaggi per un lungo periodo all’inizio di quest’anno, sembra destinata ora ad essere il quarto partito della Spagna e dovrebbe essere in grado di eleggere circa 50 deputati al Congresso.
Unidad Popular, che unisce Izquierda Unida, coalizione del Partito Comunista di Spagna, a diverse forze politiche locali di sinistra, si dovrebbe attestare attorno al 4%. La storica terza forza politica della Spagna, quasi sicuramente perderà un paio di posizioni a favore di Ciudadanos e Podemos, e si dovrà accontentare di eleggere al massimo 6 propri rappresentanti al Congresso, mentre ora può contare su 11 deputati. Se il partito scenderà sotto il 3,8% si tratterà del peggior risultato di sempre per la storica forza politica della sinistra spagnola.
Non dovrebbero avere problemi ad entrare nel prossimo Parlamento spagnolo anche gli indipendentisti catalani di centrodestra del Ciu, che dovrebbero però perdere diversi seggi, passando da 16 a meno di 10 propri rappresentanti al Parlamento di Madrid. Pronti a strappare diversi dei seggi destinati alla Catalogna al Congresso spagnolo al partito del centrodestra catalano, vi sono i repubblicani di sinistra che, secondo i sondaggi, sicuramente aumenteranno la propria rappresentanza al Congresso, ora ferma a 3 deputati. Anche gli indipendentisti baschi di sinistra dell’Amaiur e quelli di destra del Partito Nazionalista basco sembrano destinati a mantenere la propria rappresentanza al Parlamento di Spagna, secondo i sondaggi dovrebbero infatti ottenere circa 5 seggi a testa.
Sembrano invece destinati a rimanere fuori dal prossimo Parlamento della Spagna i socialdemocratici dell’Upyd. Il partito centrista che era riuscito a sfiorare il 5% nel 2011, eleggendo 5 deputati al Congresso, e che solo lo scorso anno aveva raggiunto il 6,5% alle elezioni europee, grazie ad oltre 1 milioni di voti che gli avevano permesso di eleggere 4 propri rappresentanti al Parlamento di Bruxelles, sembra destinato ad attestarsi sotto al mezzo punto percentuale, rendendo vana ogni speranza di rimanere presente al Parlamento spagnolo.
Il prossimo Parlamento di Madrid dovrebbe essere il più variegato degli ultimi decenni. Stando ai sondaggi, i popolari, per poter governare avranno bisogno del sostegno di almeno una delle altre 3 principali forze politiche, altre 3 principali forze politiche che se trovassero un accordo avrebbero i numeri per dar vita ad un nuovo governo alternativo a Mariano Rajoy che è alla guida della Spagna dal 2011.
Ma per conoscere gli equilibri politici del nuovo Parlamento spagnolo bisognerà attendere la notte del 20 dicembre, dopo che gli elettori iberici si saranno recati alle urne per eleggere i nuovi rappresentanti del Congresso e del Senato della Spagna.

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